I’d like to humbly announce that the first beta invites for a project I’m incredibly excited about are out the door. The project is called ifttt, shorthand for “if this then that”. With this blog I hope to begin fleshing out some of the initial inspirations that led to the inception of ifttt and provide you with a taste of how ifttt can help put the internet to work for you.”

Cosi Linden Tibbets da San Francisco (tanto per cambiare..) annunciava un anno fa la messa on line della beta di “if this than that”,  un progetto, un servizio, uno strumento, un’applicazione  che aveva l’ambizione di fornire la possibilità di aggregare azioni – manda una mail, scrivi su twitter, postalo su facebook, rispondi a un commento, segnalalo su Blogcom, manda conferma – solitamente dissociate tra loro, generando automatismi che ne semplificassero l’uso. Come dice lo stesso Linden …”putting the internet work for you“. Ebbene, a un anno dalla partenza, dopo più di centomila task creati e quasi trenta milioni di action effettuate,  questo simpatico e utilissimo servizio esiste e funziona molto bene, raccogliendo ogni giorno nuovi iscritti from all over the world

Come funziona? E’ molto semplice. Tanto quanto lo è il concetto che regge tutto il gioco: if THIS than THAT, appunto. Spiego. Si pensi a quante cose si potrebbero fare contemporaneamente ( far fare) se solo tanti “qualcuno” (qualcosa)  le facessero per te. Ma soprattutto quante cose noi già facciamo quotidianamente online in modo disgregato e asincrono solo perchè non riusciamo a farle tutte contemporaneamente;  azioni che potremmo invece collegare insieme in una specie di domino virtuale grazie al quale fatta la prima mossa le altre succedono a catena nel tempo di un click. Ecco, IFTT funziona proprio in questo modo: “when something happens (this) then do something else (that).” That’s cool!

Una volta registrati al servizio (free) ci appare una specie di plancia di comando che ci propone tutti i principali ambienti e canali nei quali solitamente ci muoviamo online ( social media, blog, piattaforme video, foto etc) e tutti gli strumenti che quotidianamente utilizziamo per mantenere le nostre relazioni e comunicazioni ( mail, twitter, hello txt etc…). A questo punto sta a noi decidere in che modo Internet lavori per noi. Ad azione corrisponderà azione. La prima parte ( THIS) si chiama Trigger, la seconda (THAT) è definita come Action. L’unione delle due cose crea un Task che può essere modificato ogni volta che lo si desideri. So che non ve ne importa nulla però, per darvi l’idea, ecco come ho organizzato alcuni dei miei task. WordPress & Gmail: ho fatto in modo che ogni volta che scrivo  un nuovo post nel mio blog (Trigger) parta una comunicazione a tutti i miei iscritti della mailing list che ho su gmail ( Action). Twitter su Twitter: ogni volta che qualcuno diventa un mio nuovo follower su Twitter ( Trigger) parte un messaggio di ringraziamento al follower iscritto con ringraziamento e menzione del suo profilo ( Action).  
E via di questo passo, potendo miscelare a proprio piacimento  triggers e actions tra Facebook, Instagram, Twitter, Gmail, ma anche cose divertenti come le previsioni meteo da lanciare magari come primo tweet del giorno. Poi ancora Foursquare, Vimeo, Tumblr… insomma tanti tools che organizzati ad hoc tra loro possono dare veramente la possibilità di essere presenti online sia in termini di comunicazione che di relazione

Per concludere. Ritengo che IFTT sia un’idea intelligente, molto divertente da configurare, molto utile da utilizzare e che può rendere bene il concetto di “ubiquità vituale e in tempo reale“. Anche, why not, per poter assolvere  a particolari necessità di attenzione verso i clienti di un servizio. Bene, augurandomi di essere riuscito in poche righe a darvi l’idea di come funziona IFTT e di cosa potrete farci una volta entrati vi invito ovviamente a provarlo. Certo, ovviamente non vi ho detto tutto. Il bello di queste cose è  smanettarci intorno e costruire il proprio tipo di soluzione. L’interfaccia grafica, molto intuitiva e piacevole,  vi aiuterà non poco nella configurazione delle vostre Actions. E d’ora in poi su Facebook quando leggerete delle frasi o dei concetti brevi, stile twitter, provate a vedere sotto quella frase: vi capiterà sempre più spesso di trovare un rettangolino nero, spezzato ai lati e la scritta in grigio chiaro “tramite iftt“. Avrete scoperto un altro amico che usa questa diavoleria. Sono certo vi farà ‘piacere sentirvi parte di questa piccola tribù che ogni giorno cresce sempre di più ( toh, la rima…)

ps. come recita il titolo di questo post io una speciale Action l’ho creata: ci risentiamo poi dopo Natale per vedere se ha funzionato o meno.  Va a sapere, la Rete certe volte fa miracoli ;-)

Alberto Bregani
Per Banzai Blog

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The Mesh: peer-to-peer for business

April 27th, 2011 - Emanula Marconi per BanzaiBlog

The Mesh: peer-to-peer for business

Recentemente mi è capitato di vedere una conferenza di Lisa Gansky, autrice di The Mesh e curatrice dell’omonima directory in cui vengono citati alcuni esempi di business di successo basati sulla condivisione di risorse e informazioni. Il concetto nasce in ambito tecnologico, dove si stanno affacciando ora alcuni modelli efficaci, come Seed.com, la piattaforma di creazione di contenuti di valore di AOL. I fattori che determinano la nascita del modello “mash” sono i trend socio-economici – come la recessione stessa e i modelli di consumo emergenti – lo sviluppo del mobile, la mappatura e accessibilità di servizi e prodotti via web.

Un esempio è il successo di Zipcar, società di car sharing peer-to-peer, che consente di noleggiare un’auto privata. In realtà, dice L. Gansky, Zipcar non vende auto ma informazioni ben confezionate, ovvero il fattore critico di successo è la capacità di individuare e mettere a disposizione dei clienti un’auto disponibile nel raggio di un isolato.

I nuovi modelli di business hanno dunque radici nel cambiamento sociale e tecnologico;  il loro fattore critico di successo è (sarà) la capacità di ricercare, gestire e organizzare informazioni. Su TED potrete trovare un intervento molto interessante a riguardo proprio di Lisa Gansky. Buona visione!

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